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Teatro degli Illuminati, Città di Castello

Manis

Il Teatro fu fatto edificare dall’Accademia degli Illuminati e venne inaugurato il 25 agosto 1666 con la rappresentazione de “Il trionfo della religione cattolica in Inghiliterra”, di Francesco Ignazio Lazzari.

L’incarico per il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all’Architetto Tifernate Antonio Gabrielli. Per la costruzione del Teatro fu scelta dagli Accademici la località fra Piazza Tartarini e via dei Fucci: idea poco felice in quanto situata nella zona più bassa della città e quindi soggetta a frequenti inondazioni.
Il Teatro fu poi ingrandito e perfezionato dal marchese Sebastiano Brozzi nel 1720, anche in considerazione del fatto che all’inizio del ‘700 ci furono frequenti scosse di terremoto che ne aveveno indebolito la struttura. Nel 1783 l’Architetto Giacomo Mancini elaborò un progetto di sostanziale modifica, che sostenuto dalle Istituzioni Pubbliche della città fu completato nel 1789 anno in cui un terribile terremoto lasciò senza tetto e uccise moltissimi cittadini. Il Teatro, che non subì gravi danni,  si rivelò un utile ricovero per parecchie famiglie superstiti. Solo nel 1796 fu completata la ricostruzione e ripresero gli spettacoli pubblici. Nel 1829 venne decoarto dai pittori Tifernati Vincenzo Chialli e Giuseppe Crosti.

Nel 1919 fu creato un Comitato (diretta emanazione dell’Accademia degli Illuminati, presieduto da Amedeo Corsi con l’incarico di restaurare il Teatro rimasto chiuso in seguito al conflitto della Prima Guerra Mondiale. I lavori vennero diretti da Enrico Vincenti con la collaborazione di Oreste Bornisacci direttore di scena presso il Teatro Costanzi di Roma.
Fu riaperto nell’agosto del 1920 con la rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi.