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Teatro Verdi, Terni

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Il Teatro Verdi di Terni ha una storia particolare che si incrocia con quella cittadina, senza momenti drammatici come i bombardamenti nel secondo conflitto mondiale.

I lavori per la costruzione del Teatro Verdi, allora con il nome di Teatro Nuovo, furono avviati nel 1840. La progettazione del complesso architettonico fu affidata all’architetto Luigi Poletti, proveniente da Modena e mandato dallo Stato Pontificio. Il luogo prescelto fu quello del Forno Pubblico, già Palazzo dei Priori prima del trasferimento di quest’ultimo in un altro palazzo storico.

 

L’inaugurazione del Teatro Verdi fu fatta coincidere con il carnevale cittadino, festeggiato tra il 1849 e il 1850. L’attuale versione è il frutto di varie ristrutturazioni che necessitarono nel corso del tempo. La prima avvenne nel 1893, mentre nel 1908 cambiarono il nome e le dimensioni del palcoscenico, divenute più ampie.

La triste piaga della seconda guerra mondiale non risparmiò neanche il Teatro Verdi, che venne distrutto quasi totalmente dai bombardamenti. L’interno è stato completamente ricostruito nel 1949; rimane, come testimonianza dell’antica architettura, la facciata esterna.

Il Teatro Verdi può ospitare circa 1000 spettatori, in un’ampia platea. Durante la stagione di prosa offre spettacoli facenti parte del Teatro Stabile dell’Umbria. Ma si presta anche a delle proiezioni cinematografiche, forte dell’ampia capienza che viene messa a disposizione.

È recente la notizia della caduta di un cornicione, appartenente alla facciata esterna del Teatro Verdi. Le polemiche hanno riguardato l’attuale amministrazione comunale, accusata di prestare poca attenzione a questa struttura storica con una forte valenza culturale.