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Parco del Lago Trasimeno

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Oltre alla superficie del Trasimeno (128 chilometri quadrati) è compreso nel parco tutto il sistema spondale che lo circonda, compresi centri storici quali Castiglione del Lago e Passignano. Un quadro lacustre e collinare con le attività antropiche che gli sono proprie e insieme un’insostituibile zona di sosta per l’avifauna migratoria e la sede vitale di importanti specie ittiche. è il paesaggio storico inconfondibile riprodotto nelle tavole di tanti maestri pittori del secolo XV. Il suo delicato equilibrio idrologico e biologico ha impostoda sempre l’intervento di salvaguardia dell’uomo, necessario ancora oggi.

Il lago Trasimeno è da sempre fulcro della vita e dell’economia del territorio ed è a esso che si deve l’insediamento dell’uomo nella zona fin dall’epoca preistorica, perché la scarsa profondità delle acque e il fondo sabbioso facilitavano la pesca e la costruzione delle palafitte. Anche oggi il lago continua a rappresentare il centro delle attività economiche grazie a un buon sviluppo del turismo e di conseguenza dell’artigianato e dell’agricoltura. Il Trasimeno è tuttora un lago pescoso: nelle sue acque vivono anguille, tinche, lasche, lucci, carpe e la pesca è un’attività professionale per decine di persone. Le coltivazioni prevalenti sono quelle tipicamente collinari dell’olivo (extravergine Dop Umbria, menzione geografica Colli del Trasimeno) e della vite (vino Doc Colli del Trasimeno), ma c’è almeno un ortaggio che merita un discorso a sé: la fagiolina, piccolissimo fagiolo del tipo “dall’occhio”, precedente l’arrivo dall’America delle varietà oggi più coltivate. Nella banca del germoplasma costituita dalla Provincia e dall’Università di Perugia sull’isola Polvese sono custoditi i semi di 18 ecotipi di fagiolina del Trasimeno, con una sessantina di altre piante raccolte in loco: fava, cece, zucca, melone, cocomero, pomodoro, peperone, cavolo, bietola, spinacio, cipolla, basilico, prezzemolo.