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STRADA DEL SAGRANTINO

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A pochi chilometri da Assisi, tra Todi e Spoleto, nel cuore dell’Umbria, si coltiva uno dei più preziosi vitigni autoctoni d’Italia, il Sagrantino. Tra queste colline coltivate a vigneto ed ulivo, dove sorgono torri, borghi e castelli medievali, si estende un percorso culturale ed eno-gastronomico che attraversa per 60 chilometri paesi dove la tradizione vinicola non è confinata fuori dal tessuto urbano, ma è parte integrante di esso: “La strada del Sagrantino”.
La zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria siti in provincia di Perugia.
La storia ci dice che il vitigno di Sagrantino è giunto a Montefalco grazie ai frati francescani che provenivano dall’Asia Minore. Grazie al tramandarsi ed al miglioramento delle tecniche di coltivazione, il Sagrantino è negli anni diventato il fiore all’occhiello dell’enologia umbra. Il vino Sagrantino di Montefalco Docg prende il nome dall’omonimo vitigno da cui viene prodotto. Il suo nome ha origini lontane e sarebbe riconducibile ai sacramenti in quanto l’uva veniva coltivata dai frati che ne ricavavano un vino passito destinato ai riti religiosi. Coltivato da secoli sulle pendici delle colline umbre, il Sagrantino viene considerato autoctono, nonostante siano varie le ipotesi riguardanti la sua origine. Alcuni, infatti, lo ritengono di provenienza spagnola, altri credono sia stato importato dai primi frati francescani, altri ancora introdotto in Italia dai Saraceni.  Questa Docg contribuisce in larga parte ai meriti acquisiti dalla regione umbra come produttrice di vini pregiati, già conosciuti e consumati nel Rinascimento dai papi e dai governatori. Il vino Sagrantino è nato come “Dolce”, anche se attualmente prevale la versione “Secco”. Un tempo, infatti, questo vino veniva prodotto esclusivamente nella tipologia “Passito”, ed ottenuto dall’appassimento delle uve su graticci di legno.Questa tecnica di produzione era assai congeniale alle uve di Sagrantino, capaci di appassire per mesi senza marcire e con gli acini che conservano a lungo intatta la componente zuccherina. Sia nella versione “Secco” che in quella “Passito”, l’invecchiamento previsto è di almeno trenta mesi, di cui, per il “Secco”, almeno dodici in botti di legno. Ciò consente di ottenere un vino dal colore rubino tendente al granato, dai profumi di more di rovo e dal gusto caldo e speziato.Sono molte le manifestazioni organizzate durante l’anno, lungo “La Strada del Sagrantino”. Tra le più importanti, grazie anche al grande coinvolgimento della popolazione locale, ricordiamo: Cantine Aperte, Terre del Sagrantino, Il mercato delle Gaite, Agosto Montefalchese, Settimana Enologica e Frantoi Aperti.