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STRADA DI SANT’UBALDO, GUBBIO

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Si festeggia il 16 maggio. « Se desideri il benessere della tua città, o nobile popolo di Gubbio, invoca sempre il vescovo Ubaldo e pregalo perché ti protegga ». La città dei Ceri lo venera, assieme a San Giorgio ed a Sant’Antonio, nella festa del 15 maggio di ogni anno. Non conosciamo con esattezza l’anno in cui Ubaldo Baldassini nacque da Madonna Giuliana e Padre Rovaldo. Non è nota con esattezza la data di nascita di Ubaldo, che si presume essere intorno al 1085, in quanto il suo biografo Teobaldo afferma che nel 1105 era ‘adolescens’, ossia di età compresa tra i 15 e i 25 anni. Alla morte del padre Rovaldo il giovane Ubaldo fu affidato allo zio, ne disprezzò il consiglio di terrene nozze per scegliere nel 1108 la vita religiosa come canonico in San Secondo. Studiò coi canonici di San Secondo e poi a San Mariano, ove non si trovò bene, a causa della corruzione del clero (concubinaggio) e tornò a vivere a San Secondo. Fu ordinato sacerdote nel 1114, fu nominato canonico della cattedrale, ristabilendovi la disciplina ecclesiastica. Dopo l’incendio del 1125, si adoperò per la ricostruzione della cattedrale e dell’ospedale di Gubbio. Uomo mite, ma determinato. Rifiutò il vescovado di Perugia, ma il papa Onorio II gli impose quello di Gubbio (1129). Come vescovo, a differenza di altri, evitava le pompe cerimoniose e i ricchi paramenti, era parco in tutte le cose e non facilitò i suoi parenti affidando loro cariche e vantaggi. Perdonò tutti i torti che subì, fresco di nomina, dagli eugubini non abituati ad un ecclesiastico un po’ sui generis. Aiutò la cittadinanza durante l’assedio a Gubbio portato da undici città rivali (Perugia, Spoleto, Foligno, Assisi, Nocera Umbra, Cagli, Città di Castello e i feudatari di Coccorano, Fossato, Val Marcola) e trattò personalmente con Federico Barbarossa per evitare che la città fosse distrutta dalle sue truppe (1154). Nel 1127 un grande incendio distrusse Gubbio e Sant’Ubaldo ne curò la ricostruzione in pietra. La Gubbio che vediamo oggi deriva da una decisione di Sant’Ubaldo tanto tempo fa. Ubaldo venne colpito da una malattia strana e repellente: il corpo si ricoprì di pustole dolorose che emettevano in continuazione un liquido sieroso, biancastro e maleodorante. In quello stato celebrò la sua ultima messa, continuò fino alla fine i suoi doveri di vescovo, nella Pasqua del 1160. Domenica 15 maggio chiese l’Estrema Unzione e morì all’alba del 16 maggio 1160. Dal grande afflusso di fedeli, soltanto al quarto giorno dopo la sua morte furono celebrati i funerali e si moltiplicarono i pellegrinaggi che tutt’oggi continuano con devozione. Canonizzato nel 1192 dal papa Celestino III, il corpo dapprima venne sepolto in Cattedrale per poi essere traslato l’11 settembre 1194 presso la chiesa sita sul Monte Ingino che, dopo trecento anni, diventerà la grande Basilica e dove tutt’oggi riposa. Patrono di Gubbio, è festeggiato il 16 maggio. In suo onore si svolge la celebre Festa dei ceri.