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TREVI, MINTER ROOTS

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Dopo il grande successo della prima esposizione del 2009 a Madrid, presso l’Istituto Italiano di Cultura, ROOTS/RADICI torna in Italia in una versione ampliata e aggiornata. Anche qui a Trevi, dal 21 febbraio al 25 aprile, si rinnova la proficua collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e il Centro per l’Arte Contemporanea di Palazzo Lucarini. Soggetti diversi, ma accomunati in un’operazione culturale di respiro internazionale, che sottolinea la peculiarità del “modello trevano”, orientato al connubio tra tradizione e innovazione. L’esposizione prende le mosse dal nucleo originario di disegni esposti a Madrid per approdare ad una ricognizione più vasta dei linguaggi artistici contemporanei. Come nell’intensa installazione di Giuseppe Stampone, dedicata al tema dell’immigrazione. Oppure quella di Matteo Fato, dove il disegno, tra animazione ed elementi ambientali, oltrepassa il suo limite bidimensionale. Nicola Toffolini, al contrario, presenta una sequenza di lavori accuratissimi, stranianti nel loro virtuosismo naturalistico. Chiara Camoni prosegue il suo percorso poetico dove il silenzio del disegno confonde malinconia e necessità del cambiamento. Come sempre, Lucilla Candeloro ci propone carte trattate perentoriamente, con una tecnica al limite della performance. Marco Belfiore indaga aspetti parodistici del disegno. Nei suoi fogli, con tipica ironia, appaiono architetture irrazionali o scene di vita al limite dell’assurdo. Sulla traccia della cronaca e della storia, Marco De Luca trae dal fotogiornalismo i suoi soggetti. Infine, Fabrizio Segaricci, sul filo della memoria sociale e politica, presenta immagini disegnate e video che si srotolano in un movimento circolare, in un feedback costante tra rimpianto collettivo e nostalgia personale. Per concludere, non si tratta di una mostra sul disegno tradizionalmente inteso. Piuttosto è un tentativo di restituire uno sguardo a tutto tondo che, pure, dal disegno nasce.